LA LEGGE

La legge sancisce i diritti e i doveri dei proprietari di cani.

DIRITTI

Ognuno ha il diritto di tenere un cane o due in giardino o in appartamento. Il cane ha diritto di abbaiare più volte al giorno e qualche volta anche di notte, per segnalare il passaggio di estranei. Ci sono state recenti sentenze che hanno confermato che il cane deve poter abbaiare perché è insito nella sua natura, così come è naturale che un bambino pianga quando è triste o gridi quando gioca.

Il cane può viaggiare in auto sul sedile posteriore anche senza divisorio; è obbligatorio il divisorio se i cani sono più di uno.

Nei luoghi pubblici il cane può stare senza museruola, se è al guinzaglio, oppure libero con museruola (consiglio la prima ipotesi).

Il cane può viaggiare in aereo, in nave e in treno, con particolari tariffe.

Per i viaggi all’estero è necessario il passaporto canino, ottenibile presso qualsiasi veterinario.

DOVERI

Il proprietario ha il dovere di accudire il cane in maniera dignitosa, assicurando cure adeguate, cibo adatto, spazio sufficiente e trattamento affettuoso.

E’ responsabile dei danni causati a cose o persone o animali (consiglio vivamente un’assicurazione, che costa pochissimo).

Non può abbandonare il cane, reato punito con multa e processo penale.

Deve iscrivere il cane all’anagrafe canina regionale entro 15 giorni dal possesso (presso ASL veterinarie) e, in caso di cessione deve sempre comunicare il nome del nuovo proprietario.

E’ vietato l’addestramento alla difesa e ogni atto volto a stimolare l’aggressività dell’animale.

CANE IN CONDOMINIO

La riforma che ha "liberalizzato" l'ingresso degli animali domestici in condominio è entrata in vigore il 18 giugno 2013.

C’è il rischio di un aumento della litigiosità tra i proprietari.

 L'articolo 1138 del Codice civile – così come modificato dalla legge 220/2012 - dispone che «le norme del regolamento» condominiale «non possono vietare di possedere o detenere animali domestici». I giudici di legittimità hanno riconosciuto "un vero e proprio diritto soggettivo all'animale da compagnia nell'ambito dell'attuale ordinamento giuridico" secondo un'interpretazione evolutiva e orientata dalle norme vigenti, che "impone di ritenere che l'animale non possa essere più collocato nell'area semantica concettuale delle cose" ma "deve essere riconosciuto come essere senziente". Lo ha affermato la Cassazione con il decreto 13 marzo 2013 nel quale ha ritenuto che "il gatto, come anche il cane, deve essere considerato come membro della famiglia e per tali motivi va collocato presso il presso il coniuge separato con regolamento di spese analogo a quello del figlio minore".

L'accesso degli animali nel condominio, tuttavia, non è fuori da ogni regola. Possono essere chiesti contributi alle spese condominiali per il consumo dell’acqua e per le pulizie. (niente di strano, in molti alberghi che accettano cani viene richiesta una maggiorazione 6/10 euro per notte).

 È comunque buona norma rispettare le disposizioni contenute nell'ordinanza del ministero della Salute, entrata in vigore il 23 marzo 2009, che prevede tra l'altro, l'obbligo, per i proprietari dell'animale, di mantenere pulita l'area di passeggio, di utilizzare il guinzaglio (lunghezza un metro e mezzo) in ogni luogo e – nel caso di animali aggressivi – di applicare la museruola.

È sempre prevista la responsabilità civile ex articolo 2052 del Codice civile e penale dei proprietari, in caso di danni o lesioni a persone, animali o cose nonché l'obbligo di stipulare, in caso di animali pericolosi, una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati da proprio cane.

IL FISCO

 I CANI E IL FISCO Le cure veterinarie, oltre una certa franchigia, possono essere scalate dalla denuncia dei redditi, se avete la fattura del veterinario. Se il cane svolge una funzione inerente alla vostra attività e avete la partita IVA, potete scalare tutte le cure veterinarie, le spese di mantenimento e anche il prezzo d’acquisto. Quindi se acquistate da un allevatore, chiedete sempre la fattura, vi potrà servire anche per certificare il valore del cane, nel caso che qualcuno gli arrechi danni. Non esiste più la tassa annuale per la detenzione dei cani, ma è obbligatoria l’iscrizione all’anagrafe canina, senza la quale ogni privilegio fiscale viene a decadere. Non esiste più la tassa annuale per la detenzione dei cani, ma è obbligatoria l’iscrizione all’anagrafe canina, senza la quale ogni privilegio fiscale viene a decadere.


Animali e condominio: regole e obblighi da rispettare

Chiunque abbia un animale domestico, soprattutto un cane, conosce perfettamente le difficoltà nel gestire la sua presenza in appartamento, specialmente in alcuni contesti condominiali in cui non tutti i residenti sono ben disposti nei confronti degli amici a quattro zampe.

Per lunghi anni si sono susseguite dispute e battaglie legali, spesso vere e proprie guerriglie tra condomini, ma negli ultimi tempi il legislatore ha avviato una vera e propria opera di sistemazione del settore, con l'introduzione di nuove regole e normative che aiutano a vivere in armonia e tranquillità.

Animali e condominio sono stati per lungo tempo due concetti opposto ma fortunatamente anche in Italia abbiamo adottato la corrente di pensiero comune in gran parte d'Europa, facendo un grande passo avanti nella modernità. La convivenza tra animali e persone all'interno di un condominio non può essere oggetto di discussione si adotta sempre il buon senso e si rispettano gli spazi comuni. Per animali e condominio, regole chiare e ben definite sono la base di una società civile.

La liberalizzazione degli animali nel condominio
Il primo grande e importante passo fatto dalla legge per la regolamentazione degli animali nei condomini è stata la loro liberalizzazione. Sembra anacronistico e assurdo, visto le campagne di protezione degli animali che si susseguono da ormai tanti decenni, ma fino a pochi anni fa, quando è stata introdotta questa legge, era ancora possibile leggere annunci di locazione o vendita che vietavano ai nuovi inquilini di portare con loro gli animali domestici. Il principio del vietato vietare è stato quello che ha ispirato il legislatore per la formulazione di una nuova impostazione giuridica che, secondo alcuni, è stata una vera vittoria di civiltà.

La legge di riferimento è la 220/2012 del Codice Civile, che proprio per porre fine a una condizione di vera discriminazione è stata modificata con l'introduzione dell'articolo 16 il 18 giugno 2013. In realtà si tratta di una norma di ripiego per colmare una lacuna che ci si è accorti essere presente solo dopo la promulgazione della legge. Per rimediare, quindi, è stato necessario introdurre una norma, che in una società civilizzata degli anni Duemila probabilmente sarebbe dovuta essere superflua.
La norma in questione, infatti, dice molto chiaramente che i regolamenti condominiali non possono vietare il possesso e la presenza di animali domestici e da compagnia all'interno dell'abitazione. Questo è stato possibile grazie a un fondamentale cambiamento concettuale nella collocazione degli animali domestici, che non possono e non devono più essere considerati come degli oggetti di possesso ma sono a tutti gli effetti degli esseri senzienti. Questa è una sentenza fondamentale della Corte di Cassazione, che riconosce gli animali come membri della famiglia a tutti gli effetti. Sono gli effetti dell'articolo 1138 del codice civile, ultimo comma, fortemente voluto dall'onorevole Michela Vittoria Brambilla anche per scoraggiare l'abbandono degli animali, fenomeno purtroppo molto diffuso nel nostro Paese.
L'Italia è uno dei Paesi in cui la presenza degli animali da compagnia è in costante crescita, pare che siano in tutto 60.5 milioni gli animali che vivono nel nostro Paese all'interno dei condomini, di cui la maggioranza (55.6%) sono cani, seguiti a ruota dai gatti (49.7%). L'aumento degli animali domestici ha fatto inevitabilmente aumentare le discussioni e le controversie condominiali.
Si sono spesso concluse in tribunale davanti al giudice di pace e questo ha portato molti amministratori a vietarne la presenza all'interno del condominio, sfruttando l'assenza di una specifica indicazione che lo impedisse. Adesso che, invece, è entrata in vigore la norma del vietato vietare, le cose sono molto cambiate. Accanto al divieto di impedire la presenza degli animali domestici negli appartamenti condominiali, sono state integrate anche norme per la coesistenza civile, che impongono, oltre ai diritti, anche obblighi e doveri per i possessori di animali domestici.

La presenza degli animali domestici nel condominio: quali sono ben accetti?
Premesso, quindi, che non è più consentito inibire la presenza degli animali nel condominio mediante i regolamenti interni, la coabitazione dev'essere nel pieno rispetto di tutti gli altri condomini. Il rispetto degli spazi comuni e privati all'interno di un contesto condominiale è alla base del buon senso.
Tuttavia, permane una piccola lacuna ancora da colmare per quanto concerne la definizione di animali domestici e da compagnia, perché in tal senso la legge non è ancora particolarmente chiara. Infatti, se nessuno ha dubbi sulla definizione semantica di animali da compagnia riferita a cani e gatti, possono sorgere dei dubbi per altri animali quali cincillà, furetti ma anche specie più esotiche quali serpenti, ragni e anche maialini. In realtà, a leggere con attenzione la norma, alcune indicazioni più specifiche vengono fornite, giacché si specifica che nella semantica degli animali domestici possono essere considerati anche i conigli e le galline.
Cosa significa, questo, nella pratica? Significa che il regolamento condominiale, seppure non può opporsi alla presenza di animali domestici, può comunque opporsi alla presenza di animali cosiddetti esotici, come per esempio i serpenti, i ragni e le iguane. Questo vuol dire che anche sui cincillà e sui furetti, che possono essere considerati animali esotici, il condominio può porre il veto sulla loro presenza.

Animali e condominio: case in locazione
Tutto questo è in riferimento al regolamento condominiale per la presenza di animali domestici ma solo nel caso in cui il nuovo condomino stia acquistando casa. Diverso è il discorso delle case in affitto all'interno di un condominio, in quanto l'inquilino è assoggettato a una normativa ben diversa. Infatti, nel caso in cui venga stipulato un contratto di locazione, il proprietario può impedire al suo inquilino di introdurre all'interno della casa qualsiasi tipo di animale domestico, anche cani o gatti, benché all'interno del condominio la loro presenza sia accettata.
Ovviamente, la clausola di non intromissione di animali domestici dev'essere specificata nel contratto di locazione al momento della stipula per poter essere fatta valere e non può essere introdotta in un secondo momento. Il proprietario di casa la può introdurre solo nel momento in cui viene effettuato un eventuale rinnovo contrattuale al termine della scadenza naturale di quello precedente.
Il proprietario di casa, d'altronde, può liberamente scegliere chi far entrare nella sua abitazione e se crede che un cane possa in qualche modo arrecare un danno alla sua proprietà può vietarne la presenza. Potrebbe sembrare un discorso non moralmente corretto, visto e considerato che gli animali domestici sono considerati a tutti gli effetti dei membri della famiglia, ma la legge non lo vieta.

Il regolamento degli animali nel condominio: gli spazi comuni
Il buon senso deve sempre accompagnare il condomino nella gestione del suo animale domestico, pertanto la buona educazione impone che si debbano rispettare con grande cura gli spazi comuni. Il condomino deve fare in modo che il suo cane non arrechi un danno agli altri, quindi deve adottare tutte le misure cautelari necessarie. A tal proposito, il cane che viene fatto circolare liberamente nelle aree comuni di un condominio dev'essere sempre munito di guinzaglio non più lungo di 1,5 metri in modo tale che il padrone abbia la massima autorità e capacità di intervento in caso di bisogno.
Diverso è il discorso della museruola, perché il cane non è tenuto a portarla sempre ma il suo conducente è obbligato ad averla sempre con sé per utilizzarla in caso di necessità. Inoltre, il suo utilizzo è obbligatorio in alcuni contesti specifici, come gli spazi chiusi e di ridotte dimensioni in cui possono essere presenti anche altre persone: l'esempio più comune è l'ascensore, dove il cane, di qualunque razza, è per norma obbligato a indossare la museruola secondo l'ordinanza 6.8.3023 Gazzetta Ufficiale 6.09.13 del Ministero della Salute. Solo se il cane è inserito nell'elenco delle razze pericolose è obbligatorio che indossi la museruola sempre e comunque quando si trova nelle aree comuni.
Queste sono le disposizioni di sicurezza a cui è tenuto il conduttore di un animale domestico per la civile convivenza all'interno di un condominio. Qualsiasi forma restrittiva che impedisca all'animale, dotato delle opportune misure cautelari, di frequentare le aree comuni non ha alcun valore legale e può essere annullata dal tribunale.
Il ricorso dev'essere presentato entro un mese dal momento in cui avviene la delibera nel caso in cui sia stato verbalizzato il suo voto contrario o entro un mese a partire dalla notifica della stessa, in caso di sua assenza. Inoltre, se durante l'assemblea sono state effettuate delle libere sulla limitazione della libertà degli animali domestici, senza che questo argomento fosse inserito nell'ordine del giorno, la delibera è formalmente viziata e, quindi, non valida a prescindere dal suo contenuto. Non è necessario ricorrere al tribunale, basta una raccomandata con ricevuta A/R inviata all'amministratore condominiale contestando il fatto illecito.

Animali e condominio: i doveri del proprietario
La convivenza tra cani e condomini è regolamentata dalla legge e, se da una parte vige il diritto di poter vivere liberamente con il proprio cane in un condominio, dall'altra è necessario che vengano adottate delle precauzioni affinché la presenza dell'animale non possa essere causa di problemi. Oltre alle dotazioni cautelari per l'incolumità, infatti, il proprietario del cane deve assolvere ad alcuni obblighi burocratici e sanitari affinché il suo cane sia in regola.
A tal proposito, quindi, è obbligato a effettuare la registrazione dell'animale, con conseguente inserimento del microchip per la sua identificazione. Deve effettuare regolarmente tutte le vaccinazioni del caso contro le patologie più a rischio per l'animale (cane o gatto che sia) e, inoltre, è tenuto al trattamento antiparassitario periodico per impedire la comparsa di animali non desiderati che possono causare problemi anche all'uomo.
Al di là degli obblighi sanitari e burocratici, ci sono quelli comportamentali, che si rifanno per lo più al buon senso e all'educazione.
E' obbligatorio per i proprietari avere sempre con sé la paletta con i sacchetti per raccogliere gli escrementi che l'animale lascia per terra, che devono essere buttati negli appositi cestini.
Non è obbligatorio, ma è consigliato, anche avere con sé una bottiglia d'acqua per eliminare l'urina, soprattutto quando l'animale è abituato a segnare il suo passaggio sui muri delle abitazioni o, comunque, all'interno dei cortili condominiali. Il buon senso consiglia anche l'utilizzo di deodoranti specifici per l'eliminazione completa dei cattivi odori.
Infine, per quanto riguarda i rumori, il cane non ha la facoltà di intendere e di volere, pertanto non è in grado di sapere quando può esprimere il suo linguaggio (abbaiando) e quando no: sta al buon senso del suo proprietario fare in modo che il cane stia tranquillo durante le ore di riposo.

 


SENTENZE

                                                          Cani pericolosi, il testo dell’ordinanza

Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani. 3 marzo 2009
Art. 1.
1 Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della     conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall’animale stesso.
2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la  responsabilità per il relativo periodo.
 3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure:
a.    utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt. 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
b.     portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti;
c.    affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
d.    acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore;
e.    assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.
4.    Vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani con rilascio di specifica attestazione denominata patentino. Detti percorsi sono organizzati da parte dei Comuni congiuntamente con le Aziende Sanitarie Locali, in collaborazione con gli Ordini professionali dei Medici Veterinari, le Facoltà di Medicina Veterinaria, le Associazioni Veterinarie e le Associazioni di protezione degli animali.
5.    Detti percorsi formativi sono da considerarsi obbligatori per i proprietari di cani impegnativi. I Comuni in collaborazione con i Servizi Veterinari, sulla base dell’Anagrafe canina regionale, decidono nell’ambito del loro compito di tutela dell’incolumità pubblica quali proprietari di cani chiamare ad assolvere a tale obbligo.
6.    Le spese riguardanti i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.    
7.    Il Medico Veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilità dei percorsi formativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai Servizi Veterinari la presenza di cani impegnativi tra i suoi assistiti.
8.    Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con proprio decreto, emanato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza, stabilisce i criteri e le linee guida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4.

Art. 2.
1. Sono vietati:
a) l'addestramento di cani che ne esalti l’aggressività;
b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l'aggressività;
c) la sottoposizione di cani a doping, così come definito all'articolo 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;
d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento a:
1) recisione delle corde vocali;
2) taglio delle orecchie;
3) taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito e certificato da un medico veterinario, entro la prima settimana di vita dell’animale;
e) la vendita e la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d).
2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalità curative e con modalità conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l’animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorità competenti.
3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell’articolo 544 ter del codice penale.
4. E’ fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.
    
Art. 3
1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954 n. 320 "Regolamento di Polizia Veterinaria", a seguito di morsicatura od aggressione i Servizi Veterinari sono tenuti ad attivare un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario.
2. I Servizi Veterinari, nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose, stabiliscono  le misure di prevenzione e la necessità di un intervento terapeutico comportamentale da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale.
3. I Servizi Veterinari devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati ai sensi del comma 2.
4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 provvedono a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e devono applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola al cane quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.

Art. 4
1. E' vietato possedere o detenere cani registrati ai sensi dell’articolo 3, comma 3:
a) ai delinquenti abituali o per tendenza;
b) a chi e' sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;
c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;
d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinques del codice penale e, per quelli previsti dall'art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189;
e) ai minori di 18 anni, agli interdetti ed agli inabili per infermità di mente.

Art. 5
1. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze Armate, di Polizia, di Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.
2. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) b) e  all’articolo 2, comma 4 non si applicano ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili.  
3. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) e b) non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle Regioni e dai Comuni.

Art. 6
1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sono sanzionate dalle competenti Autorità secondo le disposizioni in vigore.

Art 7
1. La presente ordinanza, inviata alla Corte dei conti per la registrazione, entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia per 24 mesi a decorrere dalla predetta pubblicazione.
Roma,

       IL MINISTRO
 IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
  Francesca Martini

(3 Marzo 2009)





IL CANE IN AUTO

Cane sul sedile posteriore - sentenza

Mercoledì, 15 Febbraio 2006

Il Giudice di Pace di Gemona del Friuli ha confermato la validità dell'articolo 169 comma 6 del Codice della Strada. Se trasportiamo un cane, solo un cane, in auto, non vi è alcuna posizione predefinita né uso obbligatorio di reti rigide divisorie fra parte anteriore e posteriore dell'abitacolo. L'importante è che la conduzione del cane non ostacoli la normale guida.

La sentenza, n.111 del 17 novembre scorso, cancella così la sanzione irrogata dai Carabinieri ad un automobilista che era stato fermato con un cane, peraltro di piccola taglia, sul sedile accanto a quello di guida. Il magistrato onorario ha accolto la tesi del ricorrente.
Per le modalità di trasporto in auto anche dopo il varo della Legge 1 agosto 2003 n.214 vige il comma 6 dell'articolo 169 del                 Codice della Strada, titolo V "Norme di comportamento", Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore: Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell'articolo 38 del Decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 (Regolamento di Polizia Veterinaria, per il trasporto a fini commerciali, ndr) è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (ex ufficio provinciale della Direzione generale della Motorizzazione Civile Trasporti in Concessione, attenzione al bollino posto alla vendita come quello dei caschi regolari, ndr). Per un solo cane, quindi, nessuna rete divisoria, basta porlo sul sedile o vano posteriore.
Chi contravviene a questo comma 6 incappa espressamente nella previsione del successivo comma 10 che prevede "il pagamento di una somma da euro 68,25 a euro 275,10" ed un punto di penalità che si raddoppia - come tutte le perdite di punti - per chi ha la patente da meno di tre anni, conseguita successivamente alla data del 1° ottobre 2003.


CANI BUONI, CANI CATTIVI.

Cani buoni, cani cattivi, cani pericolosi, cani affidabili, è tutto un gran discutere e le ordinanze dei vari ministri si susseguono a raffica, senza grandi risultati. Ma perché? Perché in Italia il cane è un animale misterioso: “il cane questo sconosciuto”.

I cani sono tutti buoni, non si può generalizzare per razza, la colpa è dei padroni, e così via…

Quale sarebbe il cane buono, quello che se ti comporti con gentilezza non ti morde (educato), quello che sopporta stoicamente le iniezioni del veterinario e i bambini che gli pestano la coda (comprensivo), quello che non si ribella mai, neanche quando viene sgridato ingiustamente (sottomesso), quello che non reagisce anche attaccato da un altro cane (pacifista), quello che si lascia rubare il cibo dal gatto (generoso)? Ma questo santo cane, se si spaventa, sarà ancora così perfetto?

Quale sarebbe il cane cattivo, quello che morde il padrone che gli porta da mangiare (irriconoscente), quello che si ribella se lo porti a guinzaglio dove lui non vuole (prepotente), quello che dissotterra con cura tutti bulbi che avete appena piantato (dispettoso), quello che cerca di mordere tutti i cani che incontra e azzanna la mano a chiunque cerchi di accarezzarlo (aggressivo), quello che considera i bambini tenere e croccanti prede (feroce)? Ma questa belva, con un padrone intelligente, sarà ancora così diabolico?

Il problema è che il cane non conosce nessuno di questi aggettivi, perché sono fuori dalla sua mentalità canina. Gli aggettivi che invece conosce bene sono: pericoloso, divertente, appetitoso, rassicurante. Se ci immaginiamo il cane che ragiona con questi pochi aggettivi istintivi ci sarà molto più facile comprendere i suoi gesti.

La sola cosa certa è che è che l’unico cane sicuramente non pericoloso è quello di taglia nana. Per le altre razze il discorso è un po’ complesso.

IL MICROCHIP

Regione Lombardia

Anagrafe Regionale Animali d'affezione


Cos'è?

È la registrazione della popolazione canina, felina e di furetti, identificata, presente sul territorio della Lombardia, collegata ai dati del proprietario.

A cosa serve?

A garantire la veloce restituzione degli animali smarriti ai legittimi proprietari. A conoscere la consistenza e la distribuzione della popolazione canina.

Come funziona?

L'animale viene identificato con un "microchip", che viene applicato dal Medico Veterinario per via sottocutanea sul lato sinistro del collo, in modo rapido, innocuo e indolore.

Il microchip è contenuto in una capsula di pochi millimetri e contiene un numero di identificazione univoco, che viene rilevato
mediante uno strumento denominato "lettore". Dopo aver applicato il microchip il Medico Veterinario registra nell'anagrafe canina il numero del microchip, i dati segnaletici dell'animale e i dati relativi al proprietario. Da questo momento l'animale è
correttamente iscritto all'anagrafe: al proprietario viene consegnato un certificato di iscrizione, completo dei dati registrati.

È obbligatorio iscrivere gli animali d'affezione all'anagrafe?

L'iscrizione all'anagrafe dei cani, oltre che essere utile per il proprietario, è un obbligo di legge.

Il proprietario o il detentore, compreso il commerciante e l'allevatore, deve provvedere all'iscrizione del proprio cane in anagrafe entro trenta giorni dalla nascita o entro quindici giorni dal momento in cui ne entra in possesso e comunque prima della sua cessione a qualunque titolo (art. 109 della legge regionale 33/2009). Chi non l'avesse ancora fatto, deve provvedere al più presto.
Per gli altri animali d'affezione l'iscrizione è obbligatoria solo in caso di espatrio.

Il mio cane è tatuato: devo comunque provvedere a identificarlo con il"microchip"?

Se il tatuaggio è stato applicato anteriormente al l° gennaio 2004 ed è ben leggibile, il cane viene considerato correttamente
identificato e non è obbligatorio applicare il "microchip". Tuttavia quest'ultimo sistema viene raccomandato perché più affidabile
rispetto al tatuaggio. Il cane identificato con il tatuaggio deve comunque essere iscritto in anagrafe.

Cosa devo fare per iscrivere il mio cane già tatuato in anagrafe?

Il proprietario deve recarsi con il cane o con un certificato di Un veterinario che attesti la lettura del tatuaggio, presso:

Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell' ASL, oppure

un Medico Veterinario libero professionista accreditato.

munito di documento di identità e codice fiscale ed eventuali documenti che comprovino la proprietà dell'animale, per l'iscrizione
del cane all'anagrafe canina regionale.

Cosa devo fare per identificare il mio animale?

" proprietario, con documento di identità e codice fiscale, deve rivolgersi esclusivamente a:

Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell' ASL, oppure a

un Medico Veterinario libero professionista accreditato, i cui nominativi sono reperibili presso la propria Asl di residenza.

" Medico Veterinario provvede contestualmente :

1.all'inoculazione del microchip, che identificherà in modo univoco e permanente l'animale;

2.all'iscrizione dell'animale nell'anagrafe canina regionale.

A seguito di identificazione il Veterinario rilascia il certificato d'iscrizione all' Anagrafe.

Devo comunicare eventuali variazioni?

Sì, è obbligatorio recarsi al Dipartimento di Prevenzione Veterinario del!' ASL o presso un Medico Veterinario libero professionista
accreditato o presso il proprio Comune di residenza per segnalare, entro quindici giorni, i seguenti eventi, che determinano variazioni dei dati presenti in anagrafe:

variazione di proprietà;

cambio di residenza;

decesso dell'animale.

Ho comprato il mio cime da un proprietario che abita in un'altra Regione o stato estero cosa devo fare?
" nuovo proprietario deve presentarsi presso:

Dipartimento di Prevenzione Veterinario del!' ASL, oppure a

un Medico Veterinario libero professionista accreditato.

con un documento che certifichi il passaggio di proprietà e con fotocopia del documento d'identità e codice fiscale del vecchio e del
nuovo proprietario.

Se il cane proviene da uno stato estero deve essere dotato di passaporto.

Ho venduto il mio cane ad una persona che abita in un'altra Regione o stato estero cosa devo fare?

" proprietario cedente deve presentarsi presso Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell' ASL con un documento che certifichi il
passaggio di proprietà e con fotocopia del documento d'identità e codice fiscale del vecchio e del nuovo proprietario.

Cosa devo fare se ho smarrito il mio animale o me lo hanno rubato?

La scomparsa del proprio animale deve essere denunciata al più presto e comunque entro sette giorni al Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell' ASL o alla Polizia Locale del comune dove si è verificato l'evento.

Devo recarmi all'estero con il mio animale, come faccio ad ottenere il passaporto ed in quali paesi è obbligatorio?

" proprietario deve presentarsi per tempo presso Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell' ASL con un certificato d'iscrizione
all'anagrafe ed il certificato di vaccinazione anti rabbica in corso di validità e richiedere l'emissione del passaporto.

E utile comunque accertarsi presso il consolato dello stato in cui ci si reca per verificare ulteriori disposizioni sanitarie in vigore.

In caso di smarrimento del passaporto è necessario sporgere denuncia ai Carabinieri e successivamente sarà possibile richiederne il
duplicato.

" passaporto non ha scadenza ma per potersi recare all'estero bisogna che la vaccinazione anti rabbica sia in corso di validità e sia
stata riportata sul passaporto dal Veterinario che l'ha eseguita.

Non è necessario dotarsi di passaporto qualora "non si intenda andare all'estero con il proprio animale.

Mi sono separato/a come faccio ad intestarmi o reintestare l'animale?

Deve presentarsi presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell' ASL oppure un Medico Veterinario libero professionista
accreditato, con un documento che certifichi la volontà di entrambi e con fotocopia del documento d'identità e codice fiscale del vecchio e del nuovo proprietario.

Posso intestare il cane/gatto a mia figlia/o minorenne?

No, un cane può essere di proprietà e in detenzione esclusivamente di persone maggiorenni

" mio animale ha morsicato una persona cosa devo fare?

Se la persona morsicata si reca al Pronto Soccorso sarà lo stesso ospedale a comunicare ai Servizi Veterinari quanto accaduto per
l'osservazione dell'animale.

" mio animale è stato morsicato da un altro animale cosa devo fare?

Recarmi presso il Veterinario di fiducia con il mio animale, sarà lo stesso Veterinario a comunicare al Dipartimento di Prevenzione
Veterinario dell' ASL quanto accaduto per l'osservazione dell'animale.

Ho trovato un animale d'affezione cosa devo fare?

Recarsi presso la Polizia Locale o presso Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell' ASL e segnalare il ritrovamento.

Ho perso un animale d'affezione cosa devo fare?

Sporgere denuncia alla Polizia Locale-o presso Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell' ASL oppure un Medico Veterinario
libero professionista accreditato all'accesso alla Banca Dati degli Animali d'Affezione.

Quanto costa microchippare/registrare ?

Le tariffe sono pubblicate presso i il Dipartimenti di Prevenzione Veterinaria delle ASL e presso gli studi dei Medici Veterinari liberi
professionisti accreditati all'accesso alla Banca Dati degli Animali d'Affezione.

Quali sanzioni sono previste se non iscrivo il mio cane all'anagrafe?

In caso di mancata iscrizione del proprio cane in anagrafe, o di omessa segnalazione di variazione dei dati registrati è prevista una
sanzione amministrativa da 25 a 150 euro, fatte salve le ipotesi di responsabilità penale.

Se vuoi accedere all'anagrafe canina, clicca www.anagrafecaninalombardia.it: troverai sul sito anche gli indirizzi dei Dipartimenti di Prevenzione Veterinari delle ASL.